
Cosa serve a una landing per farsi trovare
Gli elementi su cui lavoriamo quando una landing deve generare anche traffico organico.


Due ruoli, a volte due pagine
Per le campagne spesso conviene una landing essenziale, esclusa dall'indicizzazione per non competere con le pagine del sito. Per la ricerca organica serve invece una pagina più ricca, ottimizzata anche in ottica AIO. Valutiamo caso per caso se usare una sola pagina per entrambi gli scopi o separarle.

L'A/B test di una landing page mostra a visitatori diversi due versioni della stessa pagina, diverse per un solo elemento come titolo, immagine o call to action, e misura quale porta più conversioni. Richiede traffico sufficiente e un periodo di osservazione adeguato.
Le conversioni di una landing page si misurano tracciando le azioni che contano, come invii del modulo, chiamate e download, tramite eventi in Google Analytics e nelle piattaforme pubblicitarie. Collegando i dati alla provenienza e al CRM capisci quali contatti diventano opportunità reali.
Una landing page per fiere ed eventi accompagna tutta l'iniziativa: prima invita e raccoglie appuntamenti, durante accoglie i visitatori dello stand tramite QR code con schede e video, dopo raccoglie i contatti per il follow-up e racconta l'evento.
Meta title e meta description si scrivono pagina per pagina: il title, breve, contiene la keyword principale e il brand; la description riassume il contenuto e invita al clic. Entrambi devono essere unici, specifici e coerenti con ciò che la pagina contiene davvero.
Una user experience efficace si progetta partendo da chi visita il sito: cosa cerca, da quale dispositivo arriva e cosa deve fare. Si passa poi per analisi, architettura dei contenuti, wireframe, interfaccia e test, così da creare percorsi chiari e senza ostacoli.